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I fili della vita

Postato in: Spiritualità
Lunedì, 02 Aprile 2012, 07:02 AM

Pensiero del giorno lunedi 2 aprile 2012.

"Avete pensato qualche volta al ruolo che i fili giocano nella
vostra vita? A partire dagli impianti elettrici fino al telefono,
agli apparecchi radio, ai computer, ecc., è tutto un groviglio
di fili!... E cosa sono le relazioni umane? Dei fili che ciascuno
tende fra sé e gli altri, e che gli accade anche di tagliare –
cosa che deve fare con discernimento. Perché se in effetti ci
sono certi fili che è bene tendere, ve ne sono altri che è
preferibile tagliare. Che cos'è la libertà? La capacità che
ha ogni essere di sapere a chi e a cosa debba legarsi, e anche da
chi e da che cosa debba staccarsi. La forza che lega è
l'amore, e quella che slega è la saggezza.
Ci sarebbero tantissime scoperte da fare sui fili! Che cos'è
una bacchetta magica? Una specie di filo che collega il mondo in
basso con il mondo in alto. E cosa sono i raggi del sole? Dei
fili che il sole invia ogni giorno fino a noi, fili che noi
dobbiamo saper afferrare per poterci elevare fino a lui. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Risposte (3)
  • Risposta accettata

    Lunedì, 21 Maggio 2012, 06:28 PM - #permalink
    I fili del ragno: una bella metafora ma pericolosa. Si sa
    che della sua stessa tela il ragno e' prigioniero ...
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    • nican
      più di un mese fa
      in effetti...
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  • Risposta accettata

    Lunedì, 21 Maggio 2012, 03:26 PM - #permalink
    Impressioni sparse sui fili:

    Mi vengono in mente quelli che Roberto Zamperini chiama "legami". Ovvero quei fili invisibili che originano dalle relazioni umane ogni volta che si attua un processo di vittima e carnefice.
    Ne ho già parlato anche in questo post:
    http://alkemica.net/forum/interagire-su-alkemica-perchè-rispondere-per-le-rime-è-un-processo-inutile
    Mi viene in mente anche il cordone ombelicale, che in tanti continuiamo a mantenere fino a tarda età, insistendo a nutrirci di madri e padri e lasciando che loro si nutrano di noi.

    Mi ricordo che quando avevo 7 anni ero solito fingere di avere un filo invisibile legato alla mia vita,e che esso si sarebbe irrimediabilmente attorcigliato intorno agli oggetti che incontravo al mio passaggio (alberi, persone, tavoli, sedie, mobili, cespugli...). Per questo mi sforzavo fino alla frustrazione per tornare sempre sui miei passi ogniqualvolta giravo attorno ad un oggetto, in modo da mantenere sempre il filo il più possibile sbrigliato.

    Non amo il verbo "tagliare". Tagliare i legami, tagliare il karma, tagliare i ponti. Tagliare, in quanto azione violenta, per me genera sempre altri fili e legami. Preferisco di gran lunga "sciogliere".

    I fili che amo di più sono quelli del ragno: elastici, invisibili in assenza di luce battente, polvere e rugiada, spietati e belli, fonte di infinita pazienza di fronte ai nostri colpi di ramazza.
    Allegati:
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  • Risposta accettata

    Lunedì, 02 Aprile 2012, 07:07 AM - #permalink
    Ognuno di noi cerca il filo di Arianna ...
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