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Il vostro risveglio

Postato in: Spiritualità
Domenica, 18 Marzo 2012, 04:17 PM

Namaste a tutti, fratelli Alkemicani,

apro questo topic ispirata da un post (contenuto in questa discussione) nel quale ho pensato di riscontrare un buono spunto, ed anche molto costruttivo, di confronto. Perciò invito quanti di voi desidereranno farlo, a condividere l'Esperienza che vi ha cambiato la vita, a raccontare senza remore né freni del momento in cui vi siete risvegliati a voi stessi, del come e perché lo Spirituale è entrato nelle vostre Vite, dell'avvenimento scatenante che vi ha permesso di "sollevare il velo" e scoprire la vostra sostanziale identità e comunione con l'Universo. 

Non abbiate paura di dilungarvi o di scendere nei particolari, di sembrare banali o di risultare troppo eccentrici! Semplicemente mostriamo come tutti i cambiamenti che partono da dentro possono manifestarsi anche fuori, all'esterno.

Risposte (11)
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    Giovedì, 11 Ottobre 2012, 09:57 AM - #permalink
    Ed ecco cosa dice la mia amica Darshana:
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    Giovedì, 11 Ottobre 2012, 09:52 AM - #permalink
    ecco cosa dice Salvatore Brizzi sul tema "Risveglio"
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    Venerdì, 18 Maggio 2012, 11:53 AM - #permalink
    Credo che se fossimo completamente Risvegliati non saremmo qui a parlarne ;)
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    • Boanerghes
      più di un mese fa
      Se fossimo veramente illuminati magari parteciperemmo dando risposte e non riflessioni e supposizioni... ;)
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    Mercoledì, 16 Maggio 2012, 04:23 PM - #permalink
    Namastè a tutti voi. Devo ammettere che anche i miei... risvegli, si sono attuati in stati di grande sofferenza. Nel dormiveglia della sopravvivenza è come se fossimo incatenati da tutte le strutture che il sistema ci ha insegnato, ci ha inculcato già da bambini e con cui ci identifichiamo. Queste catene ci mantengono sempre in... tensione e non ci permettono di lasciarci andare. Abbiamo la "testa" piena, talmente piena che spesso non riusciamo a vedere oltre. Quando ho vissuto invece uno stato di grande sofferenza, è come se avessi oltrepassato un limite che mi ha dato la forza di lasciare andare tutto, che mi ha fatto abbandonare la stretta a quelle catene a cui mi ero tanto affezionato e... sorpresa ero sveglio. La testa era finalmente leggere, vuota, vuota, libera di far entrare lo spazio creativo. Per risvegliarci da tanti anni di torpore abbiamo bisogno di un grande urlo che la sofferenza è capace di evocare. Un mio caro fratello dice: la sofferenza è la più grande maestra della nostra vita che ci insegna che della sofferenza possiamo farne a meno.
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    Martedì, 15 Maggio 2012, 09:57 AM - #permalink
    Ciao nican, pensando a quello che dici, in effetti, il solo fatto che io abbia scritto in questo thread, in questo forum, che mi sia avvicinato a voi e abbia scritto quello che ho scritto testimonia il fatto che almeno io mi sono avvicinato a quello che voi chiamate "risveglio". Come tutti coloro che qui hanno scritto, immagino. Credo di essere abbastanza umile da poter dire "si, ho visto qualcosa, ed è per questo che voglio vederne ancora", aggiungendo che ho visto solo una parte di quello che io posso vedere, e sono solo una parte di ciò che io posso effettivamente essere. Non è per sofferenza o per gioia, ma per un'aspirazione alla completezza personale, nel bene e nel male, che mi guida da quando ho ricevuto "l'Impulso".

    Io vado avanti. Probabilmente la differenza tra il "me" di prima e il "me" di adesso è che adesso riesco a vedere uno scopo, anche se faccio grande fatica soltanto a pensarlo. Per me si tratta più di "sentire" e intuire, lasciar stare ed essere, giorno dopo giorno, meglio che riesco, semplicemente prestando costante attenzione, per quanto possibile.

    Poi volevo fare un appunto. Sono certo che quella che voi chiamate "Esperienza" si possa attraversare non solo con la sofferenza ma anche con la gioia. Ciononostante, per precisare, vorrei dire che ho visto molto della prima e alquanto poco della seconda (finora). Quindi è probabilmente per questo che tendo ad abbinare "Esperienza" con sofferenza. Se per me c'è il futuro e se sono capace di intesserlo potranno arrivare anche le gioie, ma posso esser contento di aver conosciuto la sofferenza, che penso sia l'altra faccia dell'esistenza.

    Così come disse il Buddha, "nascita è sofferenza, vecchiaia è sofferenza, malattia è sofferenza, morte è sofferenza; essere separati da ciò che si ama è sofferenza, essere uniti a ciò che non si ama è sofferenza, non avere ciò che si desidera è sofferenza; in definitiva, i cinque aggregati di forma, percezioni, sensazioni, volizione, coscienza, sono sofferenza". In poche parole, io credo che la gioia vera può arrivare solo dall'accettazione incondizionata della sofferenza; cionondimeno, sono convinto che prender coscienza della sofferenza sia fondamentale per vivere felicemente.

    Per alcuni può forse sembrare un paradosso, ma non lo è per me. Con questo però non intendo dire che bisogni soffrire a tutti i costi: la sofferenza è una realtà, e negarla "a prescindere", parlando in termini un po' drastici come a me di solito piace fare, rasenta la dissociazione, parlando in termini psicologici. Gioia e sofferenza si controbilanciano, si equilibrano a vicenda; credo fermamente che privilegiare l'una porti inevitabilmente, come in ogni dualità, a uno squilibrio, e ad un Sé incompleto.

    Quindi, finisco con un invito: quando soffrite soffrite, e quando gioite gioite. Prestando sempre attenzione. Penso che sia la massima funzione zen. Si comincia con lo stare seduti o con lo stare in piedi o con il mangiare o con il dormire, e si termina con questo.
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    Lunedì, 14 Maggio 2012, 01:44 PM - #permalink
    Namastè a tutti.....Il mio "Risveglio" è stato uno scossone,il dolore mi ha sorpreso salendo ad un picco altissimo,ho avuto paura di morire,poi,piano si è trasformato in una strana vibrazione come di puro amore per me stessa...ho sentito,ho proprio sentito di non essere questo mio corpo sentivo dentro di me qualcosa espandersi ,fondersi con tutto . Così ho incominciato la mia ricerca interiore,vari conferenze,informazioni,stutdi vari.....Ma la cosa bella è che mi sono accorta che la maggior parte di ciò che apprendo è già dentro di me,come un antico sapere.......La mia vita è stata luce ed ombra,sofferenza e gioia....ero un pò disperata nel momento in cui ho avuto questa esperienza.....Ma ho ancora molto da lavorare e a volte crollo di nuovo ...una cosa è certa non torno più indietro...Ringrazio di vivere questo momento particolare per l'umanità,non è un caso se siamo qua in questo momento ......:)
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    Lunedì, 14 Maggio 2012, 01:40 PM - #permalink
    Ciao Walter, bello il tuo intervento. :)
    io non credo che Phoenix parlando di "Esperienza" intendesse l'illuminazione (anche se ci ha messo al "E" maiuscola eh eh...)
    Va da sè che l'illuminazione, sempre che qualcuno abbia sperimentato questa cosa, non è argomento descrivibile attarverso il linguaggio.

    Penso piuttosto che Phoenix intendesse più semplicemente avviare la condivisone di un risveglio, il più fondamentale che abbiamo vissuto fino ad ora, tra gli infiiniti che poi, forse, conducono alla famosa illuminazione. Tutti noi abbaimo vissuto dei Risvegli, chi più chi meno. E' qualcosa che come giustamente dici tu può avvenire in seguito a una grande sofferenza... talmente tanto dolore che la mente si arrende, le strutture si sospendono per un pò ed ecco che lo Spirito può esprimersi per ciò che E'.
    Ma momenti di Risveglio possono altrettanto essere esperiti in seguito a una grande Gioia, o in seguito ad un Agguato nei confronti dell'Ego. Penso che sia più preciso dire in generale che per accedere a un Risveglio, a una più ampia consapevolezza, sia necessario uno shock che sospenda le strutture sclerotizzate dell'ego al fine di aprire nuove finestre e nuovi punti di vista.
    Lo shock può essere dato da grande sofferenza, grande gioia, grande stupore, oppure dall'"agguato" di qualcuno che ci aiuta nel cammino.

    Il fatto che l'uomo scelga spesso la sofferenza per accedere a stati di risveglio, a nuove prospettive, è anche una modalità interpretativa propria dell'essere umano, e specialmente di quello occidentale.
    Infatti ricordiamoci che il risveglio avviene attarverso ua situazione di attrito che porta ad uno shock e quindi ad uno sforzo di volontà teso a com-prendere la nuova dinamica ampliando la propria consapevolezza delle cose. L'attrito viene spesso interpretato come sofferenza, ma di per sè è una modalità neutrale propria del processo creativo del nostro universo.

    Pensaci bene, se non esistesse l'attrito non esisterebbe la volontà di com-prendere, nè l'uomo potrebbe formulare nuovi desideri o creare nuova realtà. Ad esempio tempo fa mi sentivo solo (attrito), allora ho espresso la volontà di fare nuove amicizie, le ho create nel mio campo e ne ho accelerato la manifestazione attarverso il mio pensiero focalizzato (atto creativo). Oggi esse si sono manifestate nella mia realtà. L'attrito è stato superato e l'Universo si è espanso un poco grazie alla nuove relazioni di amicizia che ho creato. Tuttavia... dalle amicizie sono nati anche nuovi attriti, che non sono altro che stimoli perchè io continui a miglioare la mia creazione, così l'Universo può continuare ad espandersi armonicamente. Anche questo è un umile processo di risveglio.:)
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    Lunedì, 14 Maggio 2012, 12:48 PM - #permalink
    Ciao a tutti :)

    Io credo che sia alquanto difficile intraprendere il cammino verso il Risveglio, come lo chiamate voi, senza aver prima visto le tenebre più profonde. E queste tenebre vanno viste completamente, da ogni lato. Tanta gente si riferisce a questa esperienza di "estrema afflizione" con frasi come:

    "...bisogna perdersi per potersi ritrovare..."
    "puoi risalire il pozzo solo dopo che sei arrivato in fondo"
    oppure
    "sul fondo del pozzo non puoi più scendere, ma solo risalire"

    Io conosco qualche cosa, ho letto, e ho esperito sulla mia pelle quella che ho definito "estrema afflizione". So che anche la grande tenebra è parte della propria personalità, e va esplorata nella sua interezza, per quanta paura possa suscitare. Soltanto quando questa paura sia stata compresa e accettata è possibile crescere.

    Per quanto mi riguarda, c'è stata una forza che è salita da dentro, forse l'amore, chissà. O forse anche no, ma in fin dei conti non ha più molta importanza: accadde circa tre anni fa, e posso dire, forse un po' vantandomi, che in tre anni ho fatto grandi progressi, ma credo di avere ancora molta strada da fare.

    Leggendo però i vostri interventi mi rendo conto che è arduo per me interpretare ciò che phoenix ha citato come "l'Esperienza"; come l'Illuminazione non può essere descritta. Il Buddha stesso, non appena qualcuno gli chiedeva qualcosa sulla bodhi, opponeva un misterioso silenzio. Così è l'illuminazione per ciascuno: ininterpretabile per chiunque, tranne che per sé stessi. Va attraversata personalmente. "Capire" è una funzione mentale cosciente, logica; "sentire" è già più fisica; "intuire" è largamente inconscia. Dunque, l'unica cosa che posso fare leggendovi è essere contento per voi, e per me :)
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    Lunedì, 19 Marzo 2012, 12:34 PM - #permalink
    Grazie, è bello vedere che qualcuno ha già raccolto l'invito, vi ringrazio delle vostre testimonianze. Credo che quello stato di afflizione di cui entrambi parlate sia grosso modo una sorta di passaggio obbligato, una sorta di morte iniziatica che porta a rinascere una seconda volta, liberi dai condizionamenti egotici. Ha senso, e, del resto, si tratta di una modalità a cui accennano svariate tradizioni esoteriche, in una forma o nell'altra. Posso dire che lo stesso, in una certa misura, sia capitato a me, ed era una situazione che si protraeva da anni, anzi, dacché io avessi memoria. Tuttavia, trovo un elemento di divergenza nel fatto che nella mia personale esperienza sia stato l'Amore, come un fulmine a ciel sereno, a capovolgere per sempre il corso delle cose, ed è accaduto in una maniera assai più brusca e repentina di quanto ho avuto modo di leggere dai vostri resoconti. Si è trattato di un risveglio vero e proprio, improvviso ed inaspettato, e da allora le cose non sono più state le stesse, in nessun ambito della mia vita interiore o terrena.
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    Lunedì, 19 Marzo 2012, 10:32 AM - #permalink
    Ciao, bel topic! Personalmente non credo di riuscire ad identificare un'esperienza in particolare che mi ha cambiato la vita, ma sicuramente ogni volta è stato da un profondo stato di sofferenza che il mio essere ha fatto "click" per proiettarsi in un profondo stato di beatitudine.
    Ricordo bene le volte in cui la mente ha cercato soluzioni su soluzioni alla mia "fatica esistenziale", fino a chè, dopo essere caduta così tante volte da non riuscire più a tenerne conto, essa si è arresa. Ha deposto le armi, si è data per vinta... l'ho sentita che diceva: "basta, è finita, sia quel che sia". Ed ecco che appena essa si faceva da parte, come se qualcuno avesse tolto un pesante macigno che occupava l'intero letto del fiume, le acque hanno ricominciato a scorrere, e con tale dolcezza e potenza che "beatitudine, letizia" erano gli unici modi di descrivere quello stato. Ero grato di esistenza, senza nessuna ragione, senza motivi razionali, ero in-amorato della vita e di ogni incontro che essa mi proponeva. Che dolcezza e, se Dio vuole, oramai accade sempre più spesso :). Il Risveglio per me è come un faro che pulsa a intermittenza nell'oceano del mio Essere, ma il suo pulsare è sempre più rapido, finchè la sua luce sarà senza sosta presente... anche se... no c'è fine al Risveglio, cetamente in quella chiara Luce scorgerò un altro faro pulsante, persino più luminoso, e così via, fino alla fine dove fine non esiste.
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    Domenica, 18 Marzo 2012, 10:18 PM - #permalink
    Ciao.
    A me personalmente cosa mi ha reso più spirituale,sono le delusioni e le sconfitte generiche,che mi hanno resa consapevole che chi soffre mica sono IO,ma è il nostro Ego a soffrirne.
    Con questo piccolo inizio,andando avanti giorno per giorno,si incontrano persone lungo il nostro viaggio,e ultimamente ascolto la mia Intuizione del corpo che mi dà le mie soluzioni ad ogni problema.Basta vivere il momento presente.
    Essere nel qui e ora.
    Noi siamo esseri spirituali e anche materiali,avere questi due aggettivi in ugual misura significa essere padroni di se stessi.
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